Fascismo e Antifascismo


L’identità di una nazione si costruisce attorno alla narrazione condivisa della sua storia, che coinvolge profondamente il suo popolo. In Italia, dove la formazione della nostra unità nazionale è relativamente recente rispetto ad altre nazioni europee, fatichiamo a trovare un racconto comune che unisca i cittadini. È da notare che non sono gli storici a guidare questo dibattito, ma i politici, che intrecciano la loro visione identitaria con la storia del nostro Paese, facendone una rappresentazione spesso di parte e per il proprio tornaconto elettorale.

Le divisioni tra Nord e Sud,  tra Fascismo e Antifascismo, rappresentano un perpetuo scontro politico. Le schermaglie che ne derivano spesso mancano di senso e rigore storico. La Politica dovrebbe essere qualcosa di ben più serio rispetto ai miseri tentativi dei politicanti di accaparrarsi l’attenzione  sui media nazionali o locali.

Dico subito che, per me, Fascismo e Antifascismo non sono due idee, di ugual valore, che possano essere paragonate. Questo è un dato storico. Il Fascismo ha negato in Italia il fondamentale diritto alla libertà individuale, alla democrazia e allo stato di diritto. L’Antifascismo, al contrario, rappresenta un insieme eterogeneo di forze che hanno lottato per riacquistare e affermare i principi di libertà, democrazia e giustizia. Su questo punto non dovrebbe esserci spazio per discussioni. La Costituzione che è nata da quei valori è una grande Costituzione.

A ottant’anni di distanza, però, è importante non solo ricordare le ragioni dei vincitori, ma anche il dolore dei vinti: spesso giovani ragazzi,  illusi dalla propaganda e dalle menzogne del regime fascista, esposte nelle scuole e attraverso i mezzi di informazione. L’ideologie Totalitarie del secolo scorso hanno mietuto generazioni di giovani, spingendoli a ricoprire ruoli di vittime o carnefici sul palcoscenico della storia. Penso che se non si fa questo, cioè ristabilire all’interno di un dibattito solo storeografico, l’insieme delle vicende dei vincitori e dei vinti, non si dà valore alle idee che si sono affermate nella Resistenza e sancite nella Costituzione.

Usare Fascismo e Antifascismo come se fossero una semplice dicotomia politica, come si fa oggi, è il risultato di un uso strumentale, da entrambe le parti, di idee che non hanno la stessa dignità e valore.

Libertà, DemocraziaDiritto dovrebbero costituire oggi valori comuni a tutte le forze politiche e sociali, così come ogni cittadino italiano dovrebbe nutrire un amore profondo per la propria libertà e una ferma adesione all’unità nazionale come fondamento del proprio senso civico. Continuare ad utilizzarle nella polemica politica spicciola, come se fossero un fatto di parte e identitario da rivendicare per sanare un vuoto di proposta, è il modo peggiore per difenderle e affermarle.


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