Nell’Unione europea le emissioni sono diminuite del 26,8%; l’obiettivo di ridurle del 55% entro il 2030 rispetto al 1990 resta dunque lontano. La Liguria tra le regioni migliori,
Le emissioni nell’Unione Europea sono scese del 26,8%, ma l’obiettivo di una riduzione del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 appare ancora lontano, con il rischio che si allontani ulteriormente a causa delle recenti politiche globali. Sono dati che emergono dall’Eurostat regionale yearbook 2024, che analizza i dati di ogni Paese europeo dal punto di vista ambientale, economico-finanziario e sulla società. E proprio in tema emissioni, l’Europa deve fare molto di più.
Va leggermente meglio in Italia; qui la CO2 è in aumento solo nel Lazio, Abruzzo e in Molise, mentre Veneto, Toscana e cinque regioni del Mezzogiorno hanno ottenuto risultati positivi.
La Liguria è tra le regioni più virtuose l’Europa
Le emissioni di gas serra in Italia hanno registrato significativi progressi in molte regioni, con alcuni risultati decisamente incoraggianti. La Liguria si distingue con una riduzione impressionante del 58,1%, che la posiziona anche tra quelle più virtuose d’Europa, seguita dal Veneto con un calo del 49,8% e dalla Toscana con una diminuzione del 40,2%.
Promosse anche alcune regioni del Centro-Nord, come la Provincia autonoma di Trento, che ha tagliato le emissioni del 13,8%, e la Lombardia, con un calo del 17,8%.
- Liguria (-58,1%);
- Veneto (-49,8%);
- Toscana (-40,2%);
- Sicilia (-36,8%);
- Puglia (-28,6%);
- Basilicata (-27,8%);
- Calabria (-26,4%);
- Umbria (-24,3%);
- Sardegna (-20,8%);
- Friuli-Venezia Giulia (-19,9%);
- Emilia-Romagna (-19,7%);
- Lombardia (-17,8%);
- Marche (-16,5%);
- Provincia autonoma di Trento (-13,8%);
- Valle d’Aosta (-6,8%);
- Piemonte (-6,5%);
- Campania (-1,1%);
- Provincia autonoma di Bolzano (-0,2%).
Male il Centro-Sud
Se alcune regioni sono state più virtuose, altre invece hanno visto i loro dati peggiorare esponenzialmente. Tra queste c’è il Lazio, tra quelle con l’aumento maggiore, che ha registrato un incremento del 26,8% e dal Molise con un +21,3%.
Dati che evidenziano una crescita consistente delle emissioni in alcune delle principali regioni del Centro-Sud, un trend che potrebbe compromettere gli obiettivi di sostenibilità stabiliti a livello nazionale e internazionale. Anche l’Abruzzo ha visto un aumento, sebbene più contenuto, con un +6,8%.
- Lazio (+26,8%);
- Molise (+21,3%);
- Abruzzo (+6,8%.
Bene anche il resto d’Europa
Guardando all’Europa, sono 191 le regioni dell’Ue che hanno registrato un calo delle emissioni di gas serra tra il 1990 e il 2022, con 50 in cui sono aumentate e una singola regione in cui non si è verificato alcun cambiamento.
Ogni regione di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Croazia, Lituania, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia e Svezia ha registrato un calo durante il periodo in esame, così come in Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Malta. Complessivamente, nell’Unione europea le emissioni sono diminuite del 26,8%. Le regioni più virtuose, dove il gas serra tra il 1990 e il 2022 è stato ridotto di oltre il 55% (verde scuro nella mappa), sono 14. Sostinės, la regione della capitale della Lituania, ha registrato il calo complessivo maggiore (-75,0%).
I dati peggiori si registrano in Irlanda, Spagna, Portogallo e Cipro, dove si registrano aumenti nella maggior parte delle regioni durante il periodo osservato. Tuttavia, gli incrementi più significativi si sono verificati in due territori d’oltremare francesi: Mayotte (+223,7%) e La Réunion (+166,5%). La Región de Murcia e La Rioja, in Spagna, sono state le uniche con una crescita delle emissioni di gas serra superiore al 100%.