Tecnologia – Federico Giuliani
23 Marzo 2025
Qwen 2.5-Max, l’ultimo modello di intelligenza artificiale Made in China sviluppato dal colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, risponde a qualsiasi domanda gli venga posta. Comprese quelle più scomode sulla storia della Cina che spesso vengono eluse dai suoi concorrenti (incluso DeepSeek). In realtà, l’aspetto più interessante del nuovo “gioiellino” di Jack Ma è un altro: “Qwen 2.5-Max supera quasi su tutta la linea GPT-4, DeepSeek-V3 e Llama-3.1-405B”, ha spiegato l’unità cloud di Alibaba in un annuncio pubblicato su WeChat, riferendosi ai modelli di Ia open source più avanzati di OpenAi e Meta.
Nel 2023 Alibaba ha lanciato la versione beta di Qwen: una famiglia di grandi modelli linguistici sviluppati dalla sussidiaria Alibaba Cloud, e che oggi ha sostanzialmente riabilitato la figura di Jack Ma. L’ex uomo più ricco della Cina e imprenditore più noto del Paese agli occhi dell’Occidente era infatti caduto in disgrazia nel 2020, dopo aver criticato pubblicamente la regolamentazione del settore bancario cinese e le politiche governative, suggerendo che fossero troppo rigide. Le autorità, sentendosi sfidate e attaccate, risposero prima bloccando l’Ipo della sua società, Ant Group, e poi avviando indagini su Alibaba per pratiche monopolistiche (infliggendo all’azienda una multa record di quasi 3 miliardi di dollari).
Il ritorno di Ma
“Non possiamo usare i metodi di ieri per regolare il futuro”, sarebbe stata la frase che Jack Ma, sempre più frustrato, avrebbe pronunciato in pubblico, segnando il suo allontanamento dalle alte sfere dell’élite cinese. Nel 2022, Ma era in difficoltà: in patria era, come, detto, caduto in disgrazia, non era più un volto gradito dai riflettori e si era trasferito a Tokyo. Nel frattempo, Alibaba era sotto attacco da parte degli enti regolatori cinesi e veniva minacciata dalla concorrenza, sia nell’e-commerce che nel cloud computing, mentre il prezzo delle sue azioni continuava a calare.
Nonostante ciò, e in un contesto così difficile, Ma piantò i semi della sua rinascita, intuendo in anticipo, rispetto ai suoi concorrenti, l’importanza di una tecnologia con il potenziale di trasformare l’economia globale: l’intelligenza artificiale.
Nei due anni successivi, Mr. Ma lavorò nell’ombra per riportare il suo colosso al centro della scena, aspettando che l’onda dell’Ia si alzasse per cavalcarla al meglio. Missione riuscita grazie a Qwen e all’audacia dell’onnipresente Jack Ma, che ora sembrerebbe essere stato riabilitato a pieno titolo da Xi Jinping in persona.
Il nuovo ruolo strategico di Alibaba
Come ha spiegato il Financial Times, nell’ultimo triennio Alibaba ha aumentato gli investimenti nell’Ia (ne abbiamo parlato qui), ha sostenuto decine di start-up, ha speso in chip e semiconduttori, e ha assunto dozzine di ricercatori di altissimo livello.
Qwen, la famiglia di grandi modelli linguistici sviluppata dal gruppo, è ora considerata un leader di mercato in Cina, e persino Apple l’ha scelta per eseguire le funzioni di intelligenza artificiale sugli iPhone in Cina. Poche settimane fa, Jack Ma era seduto in prima fila, insieme a decine di altri Ceo di aziende hi-tech, durante un incontro con Xi Jinping: una riabilitazione totale che ha fatto bene anche agli affari, visto che il prezzo delle azioni di Alibaba è aumentato del 66% dall’inizio dell’anno ad oggi.
E così, dopo aver incarnato l’ascesa dell’industria tecnologica cinese nei primi due decenni di questo secolo, Alibaba è pronta a portare la Cina a primeggiare nella nuova era dell’Ia. La scommessa di Ma, passato dall’e-commerce al cloud computing e ora all’Ia, si è rivelata ancora una volta vincente. Il gruppo è ora impegnato a ottimizzare prodotti smart in tutti i settori delle sue attività. L’obiettivo finale? Padroneggiare l’intelligenza artificiale generale (Agi), il momento in cui si prevede che le macchine saranno capaci di un pensiero critico simile a quello umano.